IN DUECENTO PER IL DIRITTO ALLA CASA A CINISELLO

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Quella di domenica è stata una giornata molto importante per noi e per Cinisello Balsamo. Nell’arco di un intero pomeriggio duecento persone si sono ritrovate per la manifestazione “Una casa per tutti”. Dopo il presidio che ha riempito Piazza Gramsci del colore e la vivacità di decine di bambini, degli interventi di persone senza casa, comitati per il diritto all’abitare e abitanti solidali, e una scenografia fatta di tende, case di cartone, accompagnamenti musicali, un corteo allegro ma deciso ha invaso le strade del centro. È stata la dimostrazione che la nostra città sa essere una città aperta ed attenta ai bisogni ed alle problematiche sociali. E’ stata la prova dell’esistenza di una rete di comitati, che in diversi territori, lottano per gli stessi diritti.

Da anni, pur consapevoli che il problema sia nazionale, regionale e persino internazionale prima che locale, tramite iniziative ed incontri, chiediamo all’Amministrazione Comunale delle soluzioni reali e possibili per il disagio abitativo strutturale. Seguiamo le vicende personali di tutti i nuclei familiari che partecipano alle nostre attività e quasi quotidianamente ci relazioniamo con l’Agenzia Casa, gli ufficiali giudiziari e i proprietari di casa. Nella giornata di ieri, a seguito dello sgombero della palazzina di Via Filzi, occupata dopo anni di abbandono da 8 famiglie senza casa, abbiamo chiesto con una manifestazione una soluzione dignitosa per tutte le famiglie senza casa, l’assegnazione degli alloggi sfitti di Via Volontari del Sangue e Via Friuli, la compensazione, mediante nuovi acquisti, delle 10 case popolari vendute lo scorso anno per un milione di euro e una struttura d’emergenza pubblica, che faccia da polmone e da sperimentazione di un vero housing sociale popolare.

Alle 16 di ieri, mentre la manifestazione stava cominciando, la sindaca Siria Trezzi sceglieva il proprio profilo Facebook per rispondere all’appello. Adesso, con più tranquillità, potremmo a nostra volta replicare punto per punto alle argomentazioni della prima cittadina. Potremmo raccontare di come 5 giorni fa, davanti alla segretaria comunale ed un alto funzionario dei vigili urbani, sia stata fatta esplicita richiesta, rilasciando numeri di telefono e contatti, per un incontro tra Comune e famiglie senza casa e di come, ad oggi, non sia mai giunta una risposta. Potremmo rispondere che non noi, ma proprio la Giunta comunale, due anni fa approvava una delibera che prevedeva che l’83% dei ricavi della vendita di 20 alloggi venissero utilizzati per l’acquisto di nuove case popolari entro il dicembre 2016 (cosa mai avvenuta). Potremmo chiarire che la “struttura d’emergenza” citata è un esperimento riguardante solo 3 alloggi, a fronte di più di venti famiglie senza casa. E potremmo continuare ancora.

Insomma, potremmo continuare ad alimentare il dibattito Facebook, ma abbiamo deciso di non farlo. Piuttosto che un botta e risposta sui social network preferiamo concentrarci sulla ricerca di una soluzione reale per le famiglie in questione. Per questo motivo invitiamo la sindaca Siria Trezzi ad accogliere al più presto l’invito per un tavolo con i nuclei senza casa, e i soggetti politici con cui hanno deciso di rappresentarsi e organizzarsi, nella speranza che, per una volta, la risposta non sia il “trovati un lavoro” o “torna al tuo paese” che, in questi anni, ci è capitato più volte di ascoltare agli sportelli dell’Agenzia Casa o ancora l’elencazione di cifre e dei bandi predisposti dal Comune, ma una sistemazione concreta per tutti. Che sia la convenzione temporanea e a prezzi nettamente più bassi con il centro Brodolini o con altre strutture temporanee e hotel o ancora un accordo con i proprietari di uno dei tanti stabili vuoti (ex Hotel di viale Romagna, Palazzina di Viale Piemonte, ex Hotel della Cornaggia, ecc.) poco importa.

Domenica a Cinisello Balsamo, centinaia di abitanti hanno preso parola e dimostrato di essere presenti, attivi e tutt’altro che indifferenti. Ci aspettiamo che le Istituzioni colgano il messaggio. A noi abitanti, invece, il compito di continuare ad organizzarci per denunciare le ingiustizie e per e costruire la prospettiva di un’altra città possibile, una città che metta al centro i bisogni e il protagonismo di chi la vive prima degli interessi speculativi, immobiliari e di profitto di pochi.

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